In collaborazione con Katarte.it

Street Art

Dai movimenti di protesta nella grande mela ai nostri giorni

La Storia

Negli anni ’50 e ’60 un gruppo di artisti anonimi già scriveva per protesta esclusivamente sui muri di New York; la strada era il luogo prescelto per le proprie esibizioni. Dal 1970 molteplici forme d’arte non riconosciute hanno poi invaso gli spazi pubblici all’aperto delle città in tutto il mondo, approdando a risultati decisamente stravaganti e nuovi.

Ciò che noi oggi definiamo come street art moderna (graffiti art, stencil art e mural art) ha origine nel boom del graffitismo nella New York tra gli anni ’60 e ’70, ed ebbe la sua massima espansione con l”avvento dello spray negli anni ’80, in particolare nel Bronx.

Un palese profilo di disapprovazione o addirittura di ribellione si configurava in molti graffitisti che si esprimevano attraverso la Street Art, accampando la facoltà di utilizzare le strade e i palazzi come supporto alle loro performance.

Ma era sopratutto una rappresentazione ironica con i disegni che risaltavano sui muri trasformandoli in ipotetiche originali gallerie en plein air, nobilitando l’estetica delle città. La Street Art nasce quindi dall’esigenza di una nuova espressione artistica anche primitiva e caotica che si manifesta attraverso spazi pubblici, come strade, muri e stazioni. Oggi la street art è una cerimonia sociale, culturale e artistica che si è propagata in tutto il mondo.

Manhattan

Nel cuore della grande mela operavano artisti come John Fekner e Richard Hambleton, ma sono gli artisti Keith Haring e Jean-Michel Basquiat che iniziano l’ascesa come ambasciatori di un movimento diventato universale; anche se in precedenza molti boys newyorkesi imbrattavano i loro nomi sui convogli dei treni.

Le opere di questi due artisti che iniziarono a disegnare sui muri delle stazioni metropolitane a Manhattan, si sono viste dopo spalancare le porte delle gallerie e delle istituzioni museali in tutto il mondo, accreditati simboli di quel nuovo lessico espressivo denominato street art.

Sfuggire al deprimente anonimato di quel tempo era la propulsione vitale della street art, pretendendo di appropriarsi di strade e palazzi. Per i giovani newyorkesi di quella storica fase era impellente dimostrare il proprio modo di vivere urlando in modo veemente contro una società che li ignorava esternando la loro bramosia di vivere al di là dei conformismi.

Per alcuni era una contestazione contro la società o contro la politica, per altri semplicemente l’occasione per esporre in completa autonomia le opere, senza prostrarsi ai critici o galleristi. La street art aveva il vantaggio di essere fruibile gratuitamente da un illimitato pubblico senza limiti di spazio.

Dopo tanta cecità e disinteresse, i galleristi incuranti delle intime esigenze degli street artists e del loro bisogno di esprimersi, hanno sottratto letteralmente i graffiti strappandoli dalle  stazioni della metropolitana per esporle nelle gallerie di Manhattan.

Street Art in Europa

Dall’inizio del XXI secolo, in Europa numerosi writers si distaccano dal movimento del graffitismo manifestando la loro necessità d’espressione creativa cercando di arruolare un nuovo, più largo pubblico proponendo lavori su poster o vernice su muro.  Così i graffitari si aggregano fondendosi con artisti, fotografi, poeti di strada, già in aperta contrapposizione con il sistema dominate dell’arte, invadendo le principali città europee.

Berlino

Il suo Muro graffitato, dipinto e ricoperto di messaggi inneggianti alla libertà è stato il simbolo più in vista della street Art. Dopo la sua demolizione i graffitisti hanno invaso altre città dipingendo murales in tutti gli spazi disponibili tra il malcontento iniziale degli abitanti e negozianti.

Gli stessi hanno poi apprezzato l’invasione dei coloratissimi disegni mosaici ed affreschi facendosi ornare saracinesche muri, tapparelle e saracinesche. Celebri street artist hanno dipinto magnifiche opere nella galleria storica en plein air, la Eastside Gallery (gratuita), dove sono conservati frammenti del Muro stracolmi di graffiti. Così è nata una nuova e originale Berlino multicolore.

Parigi

La street art è diventata una parte familiare del paesaggio urbano di Parigi, museo a cielo aperto, luogo ideale di sperimentazione: prima con Daniel Buren, Christo, Ernest Pignon-Ernest, Gérard Zlotykamien, poi con artisti come Jeff Aerosol o Blek le Rat. Graffiti allegorici della cultura hip-hop, stencil provocanti, collage poetici e giganteschi murales che ricoprono molte facciate di palazzi. 

Tra Montmartre e la Butte-aux-Cailles e il 13 ° Arrondissement è diventato il punto di riferimento per artisti di strada con i Massive Murals. Shepard Fairey, street artist americano, ne ha creati diversi, tra cui uno con il motto francese: “Liberté, égalité, fraternité”. Accanto c’è un mosaico di grande altezza, che rappresenta la serie televisiva House. opera dell’artista francese Invader

Nell’est di Parigi, i quartieri di Oberkampf, Belleville e Ménilmontant sono ricchi di arte di strada. Al Quartiere di La Villette i Murales di più artisti: Anna Bocho le maschere etniche di DaCruz, i ballerini del graffitista Psy e i ritratti di Marko 93

Il murale più lungo di Parigi, in Rue d’Aubervilliers, completato nel 2015 si sviluppa per 493 metri, con l’intervento di street artists come Kashink, Combo e JonOne. Un altro grande murale di 350 m² intitolato Chuuuttt !!! (Hush!), Dello stencil artist Jef Aérosol è in Place Igor-Stravinsky.

Dublino

Nel rispetto dell’arredo urbano, la Street Art vive grazie ad un movimento compatto, sostenuto da artisti di tutto il mondo. Le strade di questa città colorata mostrano i graffiti più creativi e stimolanti con un impatto cromatico visivo ed artistico nello spazio pubblico. Tra i più noti street artist a Dublino troviamo:

Maser, il più fecondo street artist, si può trovarlo sul lato del popolare pub di Bernard Shaw a Richmond Street SouthArtur Bordalo ha operato al Gastro Pub di Officina sul lato di Tara Street, dove si può ammirare il maestoso capolavoro dell’artista portoghese, lo Scoiattolo rosso tridimensionale.

Okuda e Remed, gli artisti spagnoli hanno operato al The Drury Buildings con un simpatico mix geometrico/cromatico migliorando l’estetica del quartiere culturale della città.

 Bristol

I numerosi graffiti che decorano le sue strade, i vicoli, i ponti e quasi ogni spazio fruibile della città hanno reso Bristol famosa come meta di culto per writers di tutto il mondo. La personalità più famosa distintosi a Bristol è lo street artist Banksy, celebrato in tutto il mondo per le sue performance sfrontate, ironiche e ambigue.

Nessuno conosce il vero nome di Banksy, ma è opinione comune che l’artista di Bristol sia un eccellente performer nel suo campo. I temi denunciati della sua street art sono la società, l’etica e la politica. Le sue opere invadono l’arredo urbano con immagini stimolanti e provocatorie al limite dell’aggressività.

Le autorità locali hanno però rimosso quasi tutte le opere dell’inizio della carriera dell’artista tranne Well Hung Lover su Frogmore Street. L’opera è il punto di pellegrinaggio per gli ammiratori di Banksy che visitano la città. Il dipinto è argutamente graffiato sulla facciata di una clinica del sesso.

Madrid

Non è famosa come a New York, Londra o Berlino, ma la street art nella capitale spagnola è vivace e multiculturale, non una semplice verniciatura e incolla. L’organizzazione chiamata Madrid Street Art Project ha creato un festival annuale di graffiti chiamato Pinta Malasaña, che vede artisti locali e internazionali dipingere sui muri nei quartieri locali. 

Nell’edificio La Tabacalera, mostrano le loro opere Rogerio Fernandes, del Brasile, e il gruppo Boa Mistura, utilizzano l’arte per costruire ponti tra comunità. La Neomudejar è un centro popolare per l’arte di strada di Madrid. 

Hyuro uno street artist proveniente dall’Argentina opera nel quartiere di Vallecas, alla periferia della città, denunciando nei muri le figure di donne fasciate con il nastro da costruzioni, documentando così l’impegno sociale e culturale dell’arte di strada.

Street Art in Italia 

Milano, Bologna e Roma sono le tre scuole leader per la street art, considerata non più come manifestazione di vandalismo bensì come un crescente fenomeno artistico estraneo al mondo dell’arte istituzionale e ufficiale. Dall’inizio del XXI secolo la generazione dei graffitisti italiani ha conquistato fama europea stravolgendo i vecchi tabù di bassa cultura underground o di slogan e segni a sfondo politico. Da piccolo fenomeno di nicchia la street art si è evoluta in un movimento culturale a pieno titolo. 

Questi i nomi dei protagonisti della street art in Italia. 

Blu

Ha iniziato a dipingere con una serie di graffiti illegali eseguiti a Bologna nel 1999. Imitando l’arte dei fumetti e dei videogiochi  Blu deforma la figura umana inventando bizzarre creature che esprimono il malessere  e le angosce dell’uomo di oggi. Denunciare la verità contro i governi e la società moderna è l’impietosa critica e lo spunto determinante delle sue performances.

Gli interventi di Blu divulgano messaggi mai ordinari ma in assoluto originalissimi come il tema della guerra del 2011, con un’opera immane creata per il progetto di riqualificazione urbana Draw The LineCampobasso.

Un’animazione grafica silenziosa è l’opera d’arte più famosa di Blu. La compongono centinaia di dipinti su pareti che si applicano a un murale animato di sette minuti. Questo incredibile video si chiama Muto e può essere trovato su YouTube con milioni di visualizzazioni.Ha lasciato il segno in tutti i continenti, dal Sud America, alla Palestina, in Europa come negli U.S.A

Alice Pasquini

Le emozioni umane sono argomento di vitale interesse per la street artist romana, maniaca delle bombolette spray che ha perfezionato la sua espressione creativa conseguendo risultati di primissimo piano. Molto attiva in tutte le più grandi città d’Europa e del mondo.