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Paul Klee

Nascita: 18 dicembre 1879, Münchenbuchsee

Morte: 29 giugno 1940, Muralto


Corrente Artistica:

Paul Klee (1879 – 1940), un gigante dell’arte del XX secolo è uno dei più grandi innovatori geni creativi. Brillante, fantastico, Paul Klee, con l’euforia  dei suoi quadri straccia ogni facile catalogazione. Cubista, surrealista, simbolista ed espressionista, nell’olimpo dell’arte Paul Klee è menzionato tra i grandissimi del ‘900, come Matisse, Picasso e Kandinsky.

Influenzando profondamente sull’uso dei materiali, delle tecniche, forme  e immagini del modernismo europeo, Paul Klee, questo affascinante artista, ha avuto un grande impatto sull’astrattismo, una figura totale, incidendo sul lavoro di Rothko, Miró e Pollock.
Eppure, con tale enorme statura, c’è ancora molto da indagare per mettere in luce il rigore e gli aspetti più innovativi del suo lavoro, attraverso disegni, acquerelli e le sue tele i “quadri magici”.

Biografia

Paul Klee da giovane, dalla musica alla pittura

Klee, acquarellista tedesco, pittore e incisore di opere fantastiche, è nato a Münchenbuchsee, nei pressi di Berna, figlio di un insegnante di musica tedesco e madre svizzera. Inizia a suonare violino all’età di 7 anni con eccellenti risultati (viene invitato a 11 anni a suonare per la Bernische Musikgesellschaft, Bern Music Society) ed impara ad amare soprattutto la  musica del XVIII e e XIX secolo, Bach, Mozart, Beethoven.

Nutriva invece forte critica nei confronti della musica moderna per via del progressivo “declino” a livello di significati e contenuti.
Si orientò quindi ben presto verso un’altra arte, la pittura.

Già a sedici anni dimostrava ottime doti paesaggistiche e caricaturali (famoso il suo diario sul quale spesso disegnava). Passa a fatica gli studi presso il “Gymnasium” di Berna notando, con il suo tipico umorismo: “Dopo tutto, è difficile passare con l’esatto minimo, e ciò comporta dei rischi!”.

Contro la volontà dei suoi genitori, nel 1898 si trasferisce a Monaco per studiare presso l’Accademia di Belle Arti. In quel periodo, in gran parte trascorso in locali frequentando modelle e donne di ogni estrazione, ricorderà in seguito: “Durante il terzo inverno ho anche realizzato che probabilmente non imparerò mai a dipingere”. 

Visita l’Italia con lo scultore Haller per ampliare la sua conoscenza dell’arte, poi ha vissuto a Berna (1902-6). Nel 1905 si recò a Parigi, dove conobbe le opere degli impressionisti, preferendo pur sempre Van Gogh e Cézanne.
Nel 1906 si stabilì a Monaco, dove entrò a far parte del gruppo di artisti espressionisti Der Blaue Reiter (Il cavaliere azzurro), di cui Kandinsky, August Macke e Gabriele Münter sono gli esponenti di spicco.

La formazione e ” Der Blaue Reiter (Il cavaliere azzurro)”

Nel 1906 sposa la pianista bavarese Lily Stumpf, che gli regala un bambino, Felix Paul. Vivono in una zona periferica di Monaco, e per cinque anni Paul Klee cerca un nuovo approccio per la sua arte, dividendo il suo tempo fra la cura della casa e la pittura.

Nel corso di un viaggio a Parigi strinse amicizia con Robert Delaunay, pittore cubista, ed ebbe modo di apprezzare soprattutto le opere, di Braque e Picasso. Nel 1924, con Kandinsky, Jawlensky e Feininger, dette vita al gruppo Die Blauen Vier (I Quattro Azzurri), con il quale espose anche in America. Partecipò anche alla mostra parigina dei surrealisti nel 1925.

Paul Klee, sovente etichettato come sognatore, è in realtà un grande innovatore nell’uso della linea, delle tecniche di pittura e del colore, svelando la rivoluzione e il rigore con cui ha creato il suo lavoro. Egli disegna come sui miraggi e sulle ossessioni, leggende o visioni catastrofiche, senza tralasciare l’impronta molto profonda sul paesaggio, il ritratto, l’architettura e le fantasie astratte.

Il suo acquerello è essenzialmente irreale, dove giocare con sottili scansioni cromatiche. Un giallo delicato o verde pastello, un blu stemperato o viola malva e arancio solare, tutti che vibrano come note su una nitida carta bianca. Una intera partitura musicale del mondo che lo circonda.

Viaggio in Tunisia, 1914

Essenziale per la sua evoluzione artistica è tuttavia un viaggio in Tunisia che lo affascina e ammalia con uno spettro di colori caldi e atmosfere arabeggianti. Con il suo amico Louis Moilliet e August Macke, nel 1914 visitano Tunisi, Sidi Bou Said, Ezzahra, Hammamet, Sousse, Gabes, Medenine, Zarzis e Kairouan nel deserto. Abbagliato dai colori del paese nordafricano coglie l’occasione di esplorare la luce sfolgorante del deserto interpretata magnificamente nel linguaggio acquarellista.

L’evento dell’autorivelazione che avrebbe per sempre stravolto la vita di Klee e dell’arte degli anni futuri: “Il colore mi possiede. Non ho bisogno di tentare di afferrarlo. Mi possiede per sempre, lo sento. Questo è il senso dell’ora felice: io e il colore siamo tutt’uno. Sono pittore”, scrive, “lo farà per sempre”*.
Colori puri emergono nei luminosi acquerelli abbozzati durante la permanenza in quei luoghi da fiaba.

Arabeschi, minareti, cupole, cammelli e palme sono impregnati di atmosfere esotiche e fiabesche. Elementi geometrici dai colori lievi danzano ravvicinati in una leggiadra partitura di accordi sonoramente musicali. 

Curve pennellate che raffigurano vegetazioni che infiammano le forme, verdi, viola, grigi e rose trasferendo la luce, con giravolte come lune e stelle dove si insinua il dettaglio del colore e della trama così sottile.

Se, come nota lo scrittore surrealista francese René Crevel (1900- 1935), i lavori di Klee “sono un processo di creatività spontanea, un museo di sogni senza polvere”, è anche vero che l’innovazione e i temi delle opere dell’artista tedesco rispecchiano le esperienze private, rapportate agli episodi storici che si sviluppano intorno a lui in Europa. 

Esploratore del profondo, Klee scruta meticolosamente con gli occhi senza immobilizzarsi al livello immaginativo né di tradurre la mera realtà qualificando così l’artista di oggi ad un piano superiore rispetto ad un semplice robot fotografico.

È molto più enigmatico, ricco e con un’ottica molto ampia in quanto individuo figlio incondizionatamente legato all’umanità e al ritmo cosmico: una creatura su una stella tra le stelle”, scrive in “Teoria della forma e della figurazione” (1921-1931),  immancabile introduzione al laboratorio creativo del grande pittore. Intuizione poetica ed esperienza .

Gli anni ’30 e l’Antisemitismo

La sua ricerca artistica, anche se vista come una sorta di crescita naturale, resa semplice dalla sua celebre definizione “il disegno è l’arte di condurre una linea a fare una passeggiata” fu in realtà molto severa. Catalogò diverse sue opere secondo un sistema personale e scrisse volumi sulla teoria dei colori.

Le sue tele trasmettono un’esperienza intima paragonata alla lettura di un libro o di uno spartito musicale. Ogni  segno, un quadrato, un triangolo, un cerchio, una linea o un punto consentono al quadro di svilupparsi o crescere, quasi come un organismo vivente.
Il controllo di Klee su tutti gli strumenti adoperati è sempre eccelso, lasciando la sensazione dell’infinito su una groviglio di linee come un manoscritto musicale tridimensionale.  

Bauhaus. Arte e Design

Gli anni ’30 porteranno a sconvolgimenti profondi: con l’insorgere di sentimenti antisemiti in Germania, i nazisti licenziano Klee dal suo incarico di insegnante della teoria sull’uso di tecniche e colori al Bauhaus di Weimar, tra gli anni ’20 e ‘30.
È costretto a rifugiarsi in Svizzera con la sua famiglia, mentre le sue opere furono rimosse dalle collezioni e etichettate come “arte degenerata” in Germania.

Nonostante le turbolenze, l’insicurezza finanziaria e politica, malgrado la sua salute in declino, Klee diventa ancora più prolifico, fermando tenacemente ancora nell’animo quel lusinghiero ottimismo che compare nelle allegre tinte di “Parco vicino a Lu” (1938). 

La morte in Svizzera

Profondità di sentimento la sua, fino quasi alla fine del percorso, con le opere struggenti dipinte alla fine degli anni Trenta, quando ha sofferto di una malattia devastante che sapeva che lo avrebbero ucciso, lavorando praticamente sino alla morte, in Svizzera, nel 1940.

* La citazionesono è tratta da Paul Klee – Viaggio in Tunisia, trad. A. Bandinelli, C. Ercolani, Viterbo 1991.

Opere di Paul Klee più importanti

Senecio

Senecio - Una delle oppere di Paul Klee più importanti e famose
Senecio, 1922. Olio su tela, 40 x 38 cm. Basilea, Kunstmuseum

“Senecio” è stato realizzato dall’artista nel 1922 e rappresenta forme rettangolari geometrici racchiusi in un cerchio che compongono un volto di un vecchio (come da titolo). Si suppone che il soggetto raffigurato sia egli stesso, ma i critici hanno pareri contrastanti in merito. La tecnica pittorica ed i colori dimostrano il suo interesse per l’arte primitiva e la cultura africana, ed in particolare per le maschere tribali. 

In the quarry

Flora on Sand

Around the fish

Angelus Novus

Flower myth

Acqua selvaggia

Musei

Museo Zentrum Paul Klee

Il Museo Zentrum Paul Klee aprì le porte nel 2005. Situato a Berna, in Svizzera, grazie alle donazioni di Livia Klêe-Meyer (vedova), il figlio Alexander e della fondazione Paul Klee. Essi costituiscono una raccolta di oltre 4.000 opere, che sono circa il 40% di tutto il lascito all’umanità dell’artista. In questo museo, oltre ad un’infinità di schizzi, tele e manoscritti, troviamo anche molti oggetti privati, come le marionette che realizzò per il figlio Felix.

Link: Zentrum Museum

Citazioni

“Dopo tutto, è difficile passare con l’esatto minimo, e ciò comporta dei rischi!”

“Durante il terzo inverno ho anche realizzato che probabilmente non imparerò mai a dipingere”

L’arte non riproduce ciò che è visibile, ma rende visibile ciò che non sempre lo è”

Non appartengo solo a questa vita, perché io vivo bene con i morti, come con i non nati, più vicino di altri al cuore della Creazione, ma sempre troppo lontano”

Tutta l’arte è un ricordo all’origine, è nell’oscurità, i suoi frammenti vivono sempre nell’artista”

Dietro la varietà delle interpretazioni c’è un ultimo segreto e la luce dell’intelletto si spegne miseramente”

Un solo giorno basta a farci un po’ più grandi oppure, un’altra volta, un po’ più piccoli

Il colore mi possiede. Non ho bisogno di tentare di afferrarlo. Mi possiede per sempre, lo sento. Questo è il senso dell’ora felice: io e il colore siamo tutt’uno. Sono pittore

Una volta visto Leonardo non si pensa più alla possibilità di fare molti progressi

Il disegno è l’arte di portare a spasso una linea

Pur non così temerario da pensare di capire il nocciolo della creatività sono curioso di spiarla quanto più è possibile