In collaborazione con Katarte.it

Astrattismo

Le Origini

Il primo Novecento è considerato dagli storici dell’arte come un fondamentale momento nella storia dell’arte astratta. Le radici dell’arte astratta si possono rintracciare nei primi movimenti artistici come l‘Impressionismo e l’Espressionismo , in quanto stavano di già sperimentando il concetto che la pittura potesse esprimere emozioni e soggettività.

La definizione di astrattismo individua l’avanguardia artistica che respinge il mondo reale optando per la creazione di forme che non illustrano la realtà in modo oggettivo. Pittura, scultura e grafica degli astrattisti, attraverso colori, modellazioni, linee e figure schematiche, mirano a trasfondere un’emozione, una particolare sensazione o uno stato d’animo, non esibiscono ciò che l’artista percepisce con gli occhi.

Nel momento in cui nelle tele non c’è alcun riscontro al mondo reale allora germoglia l’astrattismo. Quando i pittori cercano e trovano profili ed immagini originali e difformi da quelle già esistenti avanzando in maniera totalmente autonoma rispetto alle forme reali, allora è astrattismo, totale invenzione. 

Der Blaue Reiter

L’astrattismo viene alla luce intorno al 1910, grazie al pittore russo Wassilj Kandinskij. A Monaco aveva fondato il movimento espressionistico Der Blaue Reiter.
Il suo astrattismo è fondamentalmente di estrazione espressionistica, propenso com’è a esternare emozioni recondite, avvalendosi solo dell’attitudine dei colori di trasfondere intime sensazioni. 

Kandinsky sosteneva che i colori stimolassero emozioni. La sicurezza di sé è un rosso vivace; forza interiore e pace son rappresentate dal verde; il blu, profondo e soprannaturale; caldo, eccitante, inquietante potrebbe essere il giallo; il bianco era il silenzio pieno di possibilità.

“Mi sembrava che l’anima viva dei colori emettesse un richiamo musicale, quando l’inflessibile volontà del pennello strappava loro una parte di vita”. (Vasilij Kandinskij). Opere influenti di questo periodo includono Primo Acquerello astratto (1910), Improvisation 28 (second version), (1912) e Caoutchouc di Francis Picabia (1909).

Negli anni precedenti il primo evento bellico mondiale, pittori come Robert Delaunay, Kazimir Malevich e Vladimir Tatlin si sono orientati verso forme primordiali di arte astratta  Durante la prima guerra mondiale, l’emergere del gruppo de Stijl nei Paesi Bassi e del gruppo Dada a Zurigo ampliò ulteriormente l’orizzonte dell’astrattismo.

La fermezza assoluta di esprimersi e comunicare è il motivo della nascita dell’arte astratta attraverso un lessico innovativo di cui cui è arduo rintracciarne i dettami.

Non è solo il retaggio della pittura astratta che Vasilij Kandinskij ci ha trasmesso, bensì quello ancora più grandioso lascito di stabilire un dogma in eterno: “l’arte non è solo tecnica, l’arte non è solo ragionamento: l’arte è emozione e l’opera è la scrigno che conserva nei secoli le sensazioni dell’artista, rendendolo immortale, immune allo scorrere del tempo”.

Il significato di astratto

Il concetto di astrazione è molto generale, ed indica un sistema con il quale immagini e segni, intesi come simboli hanno un richiamo a cose o idee. L’arte astratta invece, è una forma espressiva che crea immagini che non rientrano nella nostra ottica percettiva.

Esprimere le proprie tematiche nella libera combinazione di colori, linee, forme,  evitando di riallacciarsi alla realtà del mondo in cui l’uomo vive. L’astratto, pur vedendo la luce agli inizi del XX secolo era già rintracciabile in molte manifestazioni grafiche anche molto antiche.

Sui graffiti delle grotte preistoriche, sui vasi greci più antichi, sulle miniature altomedievali, le figurazioni astratte avevano un solo fine estetico ben preciso: quello decorativo. Dal primo ‘900, invece, l’astrattismo ha un solo scopo, esprimere contenuti e significati, senza copiare immagini della natura che ci circonda. 

Anche le stilizzazioni che, ad esempio, proponeva l’arte liberty, rientrano nell’universo astratto. La complessa e variegata esperienza estetica delle avanguardie storiche è un indirizzo con una spiccata vocazione di rappresentare la realtà in modo astratto. 

All’astratto si è arrivati mediante un processo che può essere definito di astrazione. Il concetto di astrazione è molto generale, ed esprime un procedimento mediante il quale l’intelletto umano descrive la realtà solo in alcune sue caratteristiche. Da processi di astrazione nascono le parole, i numeri, i segni, e così via.

Astrattismo. Architettura e Design

Da questo momento, la nascita dell’astrattismo ha la forza di liberare la fantasia di molti artisti, che si sentono totalmente svincolati dalle norme e dalle convenzioni fino ad allora imposte al fare artistico. I campi in cui agire per nuove sperimentazioni si aprono a dismisura. E le direzioni in cui si svolge l’arte astratta appaiono decisamente eterogenee, con premesse ed esiti profondamente diversi.

Nel campo dell’architettura e del design, l’arte astratta smuove finalmente un grosso vincolo che aveva condizionato tutta la produzione ottocentesca: quella di mascherare le cose e gli edifici, con una “pelle” stilistica a cui affidare la riuscita estetica del manufatto. L’arte astratta sembra dire che può esistere un’estetica delle cose che nasce dalle cose stesse, senza che esse debbano necessariamente imitare qualcosa di altro.

E come l’arte astratta possa divenire sistema di una nuova rappresentazione estetica, sia nell’architettura che nelle arti applicate, è un sviluppo che si espleta, negli anni ’20 e ’30, alla Bauhaus,  e che ha protagonista assoluto nuovamente Wassilj Kandinskij. Ma l’idea che l’astratto potesse essere importante a fondare un nuovo mondo, si era già precedentemente palesata in Russia con quella avanguardia definita Costruttivismo.

Con l’avvento del nazismo in Germania, il fascismo in Italia, il comunismo in Russia, il franchismo in Spagna, dagli  anni ’30 l’astrattismo, come le altre avanguardie,  non viene accettato dai regimi totalitari e subisce dei momenti di pausa. A seguito di questo evento, molti artisti europei emigrarono negli Stati Uniti dove portarono l’eredità delle esperienze artistiche dei primi decenni del Novecento europeo.

Dagli anni ’50

Dagli anni ’50 l’arte astratta è stata un approccio accettato e ampiamente praticato nella pittura e nella scultura europee e americane. L’arte astratta ha lasciato perplessi e in effetti confuso molte persone, ma per coloro che hanno accettato il suo linguaggio non retributivo non c’è dubbio sul suo valore e sui risultati. Ma dopo la seconda guerra mondiale emerse un’energica scuola americana di pittura astratta chiamata espressionismo astratto che ebbe ampia influenza.

Astrattismo americano

Action Painting

Le esperienze astrattiste hanno ritrovato nuova vitalità nel secondo dopoguerra, dando luogo a diverse correnti, tra le quali l’Action Painting. Nuovi campi di sperimentazioni sono stati tentati dagli artisti, uscendo dal campo delle immagini, per rendere esperienza estetica la gestualità e la materia.

Uno degli esiti più interessanti e suggestivi dell’astrattismo, è dato dall’Action Painting del pittore statunitense Jackson Pollock. Egli, a partire dal 1946, inventò il dripping, ovvero la tecnica di fare sgocciolare dal pennello il colore direttamente sulla tela posta a terra.

La nuova tecnica gli permise sfruttare una spazialità senza limiti: le partiture stracolme di cromatismi danzanti piovuti dalle sgocciolature incrociate erano possibili grazie alla presenza fisica dell’artista all’interno della tela posta sul pavimento.

Il frenetico e impulsivo gesto, pur lontano dal classico uso del pennello, creava un sussultante vortice da cui sgorgava una energica e vitale dinamicità che elargiva intense emozioni. Le opere così dipinte risultano opere assolutamente nuove con grovigli di linee che si intersecano creando un labirinto magico che affascina e ammalia. Le molte correnti avanguardistiche nate nei decenni successivi hanno attinto a piene mani dalla tecnica del dripping dell’artista americano.