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Espressionismo

Espressionismo:
artisti famosi

Espressionismo: cos’è!

Il termine espressionismo fu coniato nel 1910 dallo storico dell’arte ceco Antonin Matejcek, per descrivere uno stile pittorico che reagiva violentemente al naturalismo, all’impressionismo e all’arte accademica della fine del XIX secolo.

Sviluppatosi in Germania dal 1905 al 1920 come movimento internazionale d’avanguardia, l’Espressionismo trova i primordi in alcuni pittori come Cézanne, Gauguin, Van Gogh, che plasmarono uno stile pittorico molto personale.

Uno stile artistico, l’espressionismo, per estrinsecare l’intimo primitivismo con la fantasia, la distorsione, l’esagerazione, la durezza, l’audacia e l’intensità visiva. Pennellate grossolane e veloci, colori irritanti atti a raffigurare scene di vita delle grandi città per conseguire il proprio obiettivo.

Le origini

Il Fauvismo di Matisse e Derain ha poi ispirato gli artisti di inizio secolo caldeggiando la distorsione della forma con le intense possibilità del colore e della linea. Il massiccio impiego di pigmenti in campiture corpose era lo strumento appropriato a rappresentare la realtà non oggettiva ma distorta. Esprimere al contempo i sentimenti interiori dell’artista trasmettendo una modulazione di ansie e desideri. 

Esplorare temi paradossali ed emotivi, paura e mostruosità, o decisamente staccarsi dallo spettacolo della natura per celebrarla con visioni ed emozioni più soggettive, questi erano gli stimoli insiti nei pittori del movimento. 

Europa: la diffusione

L’improvviso incremento urbano, l’approssimarsi del primo conflitto mondiale, il nuovo scalpitante capitalismo e l’ascesa dell’industrializzazione hanno influito molto sui comportamenti degli uomini all’inizio del secolo, specialmente in Germania, culla del nuovo movimento. Una caratteristica dominante della vita moderna era la paranoia individuale che persisterà per tutto il XX secolo, tema questo che aveva appassionato le fantasie degli artisti espressionisti.

Apparso contemporaneamente in varie città in tutta la Germania come risposta a un’ansia diffusa, il gruppo degli espressionisti pretendeva che l’arte dovesse ora sbocciare dall’intimo dell’artista, piuttosto che riprodurre una fredda rappresentazione del mondo visivo esterno. Da quì la sua improvvisa e vasta diffusione in tutta Europa.

Kirchner

Die Brücke

Nel 1905, un gruppo di artisti tedeschi guidati da Ernst Ludwig Kirchner formò un’associazione libera chiamata Die Brücke (Il Ponte). Il gruppo comprendeva Erich Heckel, Karl SchmidtRottluff e Fritz Bleyl.

Con uno spirito ribelle ed esasperato, volevano instillare all’arte tedesca un’energia trascendentale secondo loro assente in quella fase storica, attraverso un linguaggio primitivo, molto intimo e immediato. Ben presto al gruppo di Die Brücke si associarono i tedeschi Emil NoldeMax Pechstein e Otto Müller.

In tutta Europa le opere degli artisti di Die Brücke hanno favorito l’escalation dell’espressionismo. Oskar Kokoschka e Egon Schiele in Austria, Georges Rouault e Chaim Soutine in Francia, Edvard Munch in Norvegia e James Ensor in Belgio.

Tutti aderirono al nuovo stile con le loro pennellate agitate e vorticose, ondeggianti, zigzaganti stracolme di pigmenti tracciate a linee spigolose. Ognuno di loro ampliò le proprie tecniche pittoriche volte ad una intensa espressione passionale degli oggetti dipinti.

Anche se la loro arte sia stata genericamente lirica e astratta, i pittori del Der Blaue Reiter (Il cavaliere azzurro) sono stati spesso reputati espressionisti.

Espressionismo astratto

I principi del nuovo movimento ispirarono successivamente una ulteriore nuova corrente artistica che ebbe una incalcolabile evoluzione sopratutto negli stati Uniti, l‘Espressionismo astratto che vide tra i più importanti esponenti Jackson Pollock, Mark Rothko, Willem de Kooning, Cy Twombly ed Emilio Scanavino (in Italia).